La ZES Unica rappresenta una delle principali opportunità fiscali per le imprese che intendono investire nel Sud Italia e in alcune aree del Centro. Con la proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2026, questa misura continua a sostenere lo sviluppo economico e la crescita del tessuto produttivo attraverso un importante credito d’imposta destinato agli investimenti in beni strumentali.
In questo articolo scoprirai come funziona la ZES Unica, quali sono i territori coinvolti, i requisiti per accedere all’agevolazione, le spese ammissibili e le scadenze da rispettare per ottenere il beneficio fiscale nel 2026.
Cos’è la ZES Unica
La ZES Unica è un incentivo fiscale pensato per favorire gli investimenti delle imprese nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta riconosciuto alle aziende che effettuano nuovi investimenti produttivi entro il 31 dicembre 2026.
L’obiettivo della ZES Unica è stimolare la competitività del territorio, incentivando l’acquisto di macchinari, impianti e infrastrutture produttive e favorendo la crescita occupazionale e industriale nelle aree interessate.
Il credito d’imposta ottenuto tramite la ZES Unica può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate.
Territori interessati dalla ZES Unica
La ZES Unica copre un ampio territorio che comprende gran parte del Sud Italia e, a partire dal 2026, anche alcune regioni del Centro considerate in transizione economica.
Le aree ammesse all’agevolazione sono:
Sud e Isole
- Campania
- Puglia
- Basilicata
- Calabria
- Sicilia
- Sardegna
- Molise
- Abruzzo
Regioni in transizione (dal 2026)
- Marche
- Umbria
Le imprese che possiedono strutture produttive situate in queste regioni possono accedere al credito d’imposta previsto dalla ZES Unica se rispettano tutti i requisiti previsti dalla normativa.
Requisiti per accedere alla ZES Unica
Per ottenere i benefici della ZES Unica, le imprese devono realizzare investimenti che rispettino alcune condizioni fondamentali.
Investimento minimo
Il progetto di investimento deve avere un valore non inferiore a 200.000 euro. Questo limite garantisce che la misura sia destinata a progetti realmente significativi per lo sviluppo dell’attività produttiva.
Investimento massimo
Il valore complessivo dell’investimento agevolabile non può superare 100 milioni di euro per singolo progetto.
Beni agevolabili
La ZES Unica finanzia principalmente investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive già esistenti o di nuova realizzazione. Tra le spese ammissibili rientrano:
- macchinari industriali
- impianti produttivi
- attrezzature tecnologiche
- acquisto di terreni
- costruzione o ampliamento di immobili strumentali
È importante sottolineare che la spesa per immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento.
Aliquote del credito d’imposta ZES Unica
Uno degli aspetti più interessanti della ZES Unica riguarda le percentuali di credito d’imposta, che variano in base alla dimensione dell’impresa.
Le aliquote previste sono:
- Micro e piccole imprese: fino al 60%
- Medie imprese: fino al 50%
- Grandi imprese: fino al 40%
Tuttavia, è importante sapere che la percentuale effettivamente fruibile può variare. Infatti, il credito d’imposta viene determinato in base al rapporto tra:
- i fondi disponibili (circa 2,3 miliardi di euro per il 2026)
- il totale delle richieste presentate dalle imprese.
Questo significa che, se le richieste complessive superano il plafond disponibile, il credito potrebbe essere ridotto proporzionalmente.
Come richiedere il credito ZES Unica
Per accedere alla ZES Unica, le imprese devono seguire una procedura specifica prevista dall’Agenzia delle Entrate.
Il processo prevede l’invio di due comunicazioni telematiche.
- Comunicazione preventiva
La prima fase consiste nella presentazione della comunicazione preventiva, che serve a prenotare il credito d’imposta.
Le imprese devono inviarla:
Dal 31 marzo al 30 maggio 2026
In questa fase devono indicare gli investimenti previsti o già sostenuti che saranno completati entro il 31 dicembre 2026.
- Comunicazione integrativa
La seconda fase è la comunicazione integrativa, necessaria per confermare gli investimenti effettivamente realizzati.
Questa comunicazione deve essere inviata:
Dal 3 gennaio al 17 gennaio 2027.
Solo dopo questa fase l’azienda potrà conoscere il credito d’imposta effettivamente riconosciuto.
Perché la ZES Unica è un’opportunità per le imprese
La ZES Unica rappresenta una leva strategica per lo sviluppo economico delle imprese che operano o intendono investire nelle regioni del Sud e nelle nuove aree in transizione.
Tra i principali vantaggi troviamo:
- forte riduzione del costo degli investimenti
- incentivo alla modernizzazione degli impianti produttivi
- supporto alla crescita industriale del Mezzogiorno
- possibilità di pianificare nuovi progetti di espansione
Grazie alla ZES Unica, le aziende possono accelerare i processi di innovazione e migliorare la competitività, sfruttando un beneficio fiscale tra i più rilevanti previsti dalla normativa italiana.
La ZES Unica 2026 è uno strumento fondamentale per sostenere gli investimenti produttivi nelle regioni del Sud e nelle aree del Centro Italia recentemente incluse nel programma. Con aliquote che possono arrivare fino al 60% e una dotazione finanziaria significativa, questa misura rappresenta una grande opportunità per le imprese che vogliono crescere e innovare.
Per sfruttare al meglio i vantaggi della ZES Unica, è essenziale pianificare correttamente gli investimenti e rispettare tutte le scadenze previste per la presentazione delle comunicazioni.
Le imprese interessate dovrebbero quindi prepararsi con anticipo, valutare attentamente i progetti di investimento e monitorare le indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate per non perdere l’occasione di accedere a uno dei principali incentivi fiscali disponibili nel 2026.





